18 Agosto
Il cielo cadeva,
si distruggeva, ci individiava.
Invidiava forti mani sui seni,
bocche avare di baci, corpi magnetici affamati dell'energia vitale altrui.
Invidiava pezzi di anima scambiati, rimescolati
ritrovati e combacianti.
Invidiava la terra capace di percepire i sussulti,
l'acre sapore dei sentimenti,
la purezza dei fremiti.
Invidiava gli occhi, che godevano dei piaceri della carne
come fossero mani;
di odori inebrianti
capaci di risvegliare il sole ormai lontano,
come fossero capaci di respirare.
Invidiava la nostra giovinezza,
la nostra mortalità e le nostre paure,
con forme simili ad intrecci di melodie e desideri,
espressi di fronte a stelle ormai impassibili.
Il cielo cadeva, si distruggeva, e c'era il tuo cuore stretto al mio.
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