La fuga
Come un onda di coriandoli inumani
sospinti nella pietà dei campi di papaveri,
scagliati nello scoramento contro una muraglia oscura
pieni di pianto inginocchiati al suolo
mille occhi smarriti fuggiti da lontano.
Sento le gracili manine dell'innocenza rubata,
le sento come un graffio che mi dilania l'anima,
sono i figli di un cielo accartocciato all'odio
nella terra che ha smesso di fiorire,
avvelenata dai pensieri drogati di barbari belluini.
Al di la degli occhi abbarbicati ad un alba scura,
le case affondate in un pantano di ricordi
dove non crescono più le risate della festa,
dietro le spalle coperte di spavento,
le rovine di una vita frantumata dal pianto.
Spinti dal vento di un sogno passeggero
nelle preghiere sussurrate ai soldati,
piegati sulla polvere dei fili spinati
vorrebbero le ali ad accarezzar le frontiere
in un abbraccio delle madri sui figli indifesi.
Si sono addormentati nei campi di girasole
come tanti caprioli smarriti,
hanno sognato una terra profumata di colori,
dove i fucili erano tralicci di un vino inebriante,
lungo i fiumi che rotolavano verso una mano tesa.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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