Chiamando la pioggia
Fulgide lingue di rosso brillante,
fuliggini mulinanti nell'aria tersa
del gelo montano,
nascono dalla scorsa della madre terra.
Opaco e vaporoso tappeto acqueo
si poggia su cime verdi risalenti verso il cielo.
La chiamo nel silenzio carico di sussurri,
la cerco come la radice arida
di una pianta assetata,
mi perdo tra le sue gocce,
senza lacrime,
senza dolore.
Freddo inverno che mi scalda il cuore.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi2 settembre 2015
La natura si bea di queste note poetiche usando da parte dell'autore un linguaggio poetico che in scrittura definirei sciolta.
