Notte di luglio

Noi eravamo fermi a guardarci
e tutto dormiva dall'altra parte!
Eravamo lì,
mentre fuori il mondo
galleggiava senza vita,
gelava, sprofondava in un sogno;
ogni luce brillava
come un pianeta,
ma dentro il cielo
era spento dall'alba dei tempi!
Eravamo a guardarci
e tutto dormiva dall'altra parte!
Ci guardavamo,
dentro quella casa,
ignorando come il tempo finisse;
le stelle brillavano vane,
le nuvole cadevano a pezzi
come se morissero,
ma noi eravamo dentro a guardarci,
eravamo un acquerello,
e fuori c'era rimasta solo l'aria!
Eravamo fermi a guardarci,
immobili, impotenti,
troppo incantati per andare oltre,
ed io so che in un solo momento
noi avremmo potuto risvegliare tutto:
ricolorare il mondo,
rimettere a nuovo gli equilibri.
Ogni luce sarebbe
tornata al suo posto,
e il tempo vuoto e inafferrabile
si sarebbe riempito di eternità.
Noi eravamo fermi a guardarci,
e tutto ciò che potevamo fare
lo abbiamo fatto guardandoci,
sognandoci, passandoci, di iride in iride,
quel languore che non voleva destarsi.
Noi eravamo a guardarci,
e tutto il mondo ci aspettava
per diventare bello
come un quadro di Whistler.
©
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L'autore
Andrea
Scrivere è il miglior modo per esorcizzare gli spettri che ci ammorbano l'animo: la scrittura è soprattutto sentimento immediato, intuizione folgorante, potenza dirompente che trasuda da ogni lettera.
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