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Riflessioni 10 settembre 2015 · lettura 1 min · 891 letture

IL CEDRO (come un cedro)

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Nary 51 poesie pubblicate
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Che cosa vedo da questa finestra? La solitudine posso toccare, sincera e vera sempre ogni giorno sfiora l’aria vergine del pomeriggio vicino al riposo dell’ autunno oscuro in pace con se stesso Nella tomba, le tue ossa sporgono, semplici e rotonde le sagome di crani spogli nelle radici profonde dell’ anima di bulbi lasciati nell’ orrenda stagione muta Basire nel vento, mentre la terra trema nei bisbigli minaccia la vita, la violenta traduzione del corpo nelle parole inutili e scarse nel mondo ... Non vidi la fine, né l’ inizio del giorno, atteso accanto a mobili antichi e sogni rapiti nei canali della verita’ e della paura, del terrore di rivedere l’ amore in te Non vidi l’ inizio, solo la fine della vita nostra, salvata nei respiri del tuo commiato, mentre cadevano aghi dal cielo... ancora firmai, unico amico mio... con resina ...nel cuore, nell’anima, nello spirito: un’ ultima volta dichiarai l’ immortalità di questo sentimento
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Commenti (1)

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Francesco Rossi11 settembre 2015

HO LETTO CON ATTENZIONE, io nel verseggiare non userei mai un modo esplicito in modo particolare l'aria vergine del pomeriggio, magari dopo una mattinata in cui l'aria è stata contaminata dallo smog, poi la sostanza poetica si rivela di ottima fattura sia per quel " cadevano aghi dal cielo" che chiude in modo originale e con classe la composizione.