Biondo cenere
Era il cuore
ad essere scabro
una pozza di fango,
un profondo pozzo senza fine...
Erano gli occhi,
ad essere ciechi,
annegati dall’ acqua,
isolati dal mondo senza pietà
Era la bocca,
ad essere ormai muta,
una pianura arida,
un sentiero di bosco senza uscita
Erano le braccia,
ad essere morte,
sostenute dalla potenza del vento,
accompagnate dall’ eco del traffico senza tregua
Erano le mani
ad essere vuote,
un tempio di preghiere,
un nido di rami secchi senza creatività
Erano le gambe
ad essere stanche,
uno scheletro di sabbia,
lacerate dalle spine delle rose senza petali
Erano i piedi
ad essere schiacciati,
ad essere una costa abbandonata al sole,
affaticati dall'urto contro rocce e tronchi
Erano i sogni, i ricordi,
gli amori smarriti e i riflessi della mia gioventù:
il fruscio delle foglie, il percorso delle nuvole in cielo
dal ronzio delle api allo svolazzare delicato delle farfalle
dal boato di un tuono, al cadere silenzioso, dolce
della neve accanto a Venere...
dal crepitio del fuoco, dagli spari d’ armi,
alla dispersione delle sue ceneri...
delle loro ceneri...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!