Albergo a tre stelle
Nel fumo,
nella bassa nebbia
questo pomeriggio
io sento, nell'aria
il pianto:
quel lamento dai rami,
fiori e conifere nel buio
In un lampo,
spezzando l'argine,
crollò il palazzo:
furono blocchi di marmo
e piante di cera a morire
Il destino si incrociò
nell'atrio dell'albergo,
nel parco alla sera,
come nel cuore della notte
verso il borgo in fiamme
Urla non udii,
topazio nel cielo
e cani nel fiume salvati:
l'orizzonte vuoto,
pallido il volto del campo
sentivo respirare
nei polmoni:
la sabbia della morte
all'alba dell'estate,
al tramonto dell'età mia
non c' era più nulla:
un solo sguardo, un solo raggio,
una sola lacrima, la commozione
nell'assemblea
quando l’ultimo arcobaleno
bussò alla porta della città
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