All'alba

Qualunque suono è allarme
quassù
mentre attendo
che appaia il tuo mantello.
Poco più in là
non troppo lontano
l'erbosa piana dove ci stendevamo
ridendo del mondo.
Non avrei sentito mai più
la stessa morsa allo stomaco
e mi sarei gradatamente abituata
a vedere arzilli uomini in pigiama
camminare in giardino
credendosi accettabili.
Come ogni azione idiota
ripetuta molte volte nel tempo
per forza d'inerzia
- o per sfinimento generale -
viene assunta comunemente
nel novero dell'ammissibile.
Tutto ciò a quel tempo non sapevo
e correvo senza laccio
come se niente mi avesse potuta imbrigliare.
Era allora l'alba rosea
di un'estate rimossa.
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Commenti (1)
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Barbara Golini13 settembre 2015
una poesia che rispecchia la tua grande anima, un verso che batte al ritmo del cuore, un poetare che non posso non leggere, apprezzare ed amare! !
