Le " cose " stanche

Le " cose " stanche
d'essere usate
che fanno il pane
tra il buio
e il sole.
Sale e mollica
alla tristezza
sfinite al guaio
di un nuovo
giorno.
Luce
che torna
nell'alba chiara
sudore a perdere
senza più resa.
Acqua e farina
nel dì che nasce
odore candido
caldo sapore
tutta la gioia
nei primi raggi
prima di spegnersi
su zolle amare.
" Cose "
anche antiche
senza mutare
giacciono sterili
dentro le mura
gemono e vagano
da mano a mano
a volte viaggiano
di mare in mare.
Tendono il filo
per intrecciare
coniugazioni
del verbo avere
essere
è il vento
per dare fiato
a tutto il grigio
che le circonda.
Muto ed apatico
con altre
" cose "
per noia simili
all'altra riva
perse in un attimo
nell'orizzonte.
Davanti il nulla
dietro
le " cose "
lasciate vigili
pronte a salpare
sembrano inutili
dimenticate
gemono e vagano
da mare a mare
inermi e fragili
a sospirare
navi che scricchiolano
ad ormeggiare.
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