Govinda
Un giovine il fiume vedea
Lo contemplava, lo amava
E il mondo un eterno fluire gli parea
Lo osservò per ore
Non ne distolse lo sguardo
Neanche quando la fame e la sete
Tormentavano il suo cuore
Perché il Fiume è presente
Nello stesso modo in tanti luoghi
Diversi per l’eternità?
Si chiedeva.
Caduca è la vita dell’uomo
E perversa la sua ragione
Come lo son il castello
E il suo trombatorrione,
morì così senza che si placasse il suo cervello
per l’eterno quesito che l’uman pensier non può capire.
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Commenti (1)
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Lillovocedalsud18 dicembre 2007
In limpida chiarezza il tuo pensiero acquista forma. Bella poesia. Bravo!!