Il corpo in più
Mi nutro di bianco opaco,
mentre da costa a costa
le parole raddoppiano
biancheria intima che non intriga,
perfora né agita:
un corpo a sè...
Mi tocco l'anima ed il polso
come neofiti palombari
alla ricerca di vite bagnate,
salate di strani cristalli o aggettivi:
ossimori che provo a concepire ad occhi aperti.
Mi lecco le dita,
le rimanenti falangi
a succhiar
sono scomparse
come lo smalto che le teneva ferme,
avviluppate come donne
al freddo, d'inverno.
Mi punge il non poter volere,
e inghiotto,
come medicina,
uno ad uno,
ogni affiorar di senso.
©
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