Odore di lavanda
Questo ramoscello
Mi porse...
Dal luminoso orto e lucido
proveniva l'effluvio delle rose...
il filtro degli occhi
Ricordava l’olezzo dei fiori in primavera
della stagione passata...
D’ amore crebbe
il frutto pallido e sano,
tremando nel gelo,
mai gioendo nell'arsura,
inchinandosi verso sera
verso il sonno del mondo...
Non erano miasmi di palude
nell'aria,
diretti al cuore mio,
nel delirio di una vita
poco desiderata,
di un età ben amata,
ma trascurata
(Era) nell'anima del fischio del vento,
confuso il canto del gallo, fioco
il passo leggero di felini,
versi di rapaci e uccelli migratori,
deboli i movimenti dell'adolescente
avulso dal sereno
(e) vivi sono questi suoni, questi rumori,
taciuti nel segreto grembo della madre:
giovane e maturo il vespro.
Esalarono i profumi mattutini,
nell'alba di fuoco, rossa e calda,
agli occhi miei distante parve
il suo spirito e l’ immagine del volto
mentre la luce tracciava
il profilo delle creste del mare
Mutai il campo, posai a terra
lo scheletro antico e grigio,
mirai in direzione opposta e portai
trasparenti, pure lenti che
più la parte migliore di me celarono
dietro l'ombra di un'ala di un gabbiano...
Era la terra arsa dal sole,
i petali di papaveri
accasciati sul pavimento...
...dispersa era la luce nell'ombra
di questo addio
Fioco... si diffonde il suono
della bella vita...
del buon amico ritrovato...
...di questo flebile (ultimo)
lamento...
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