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Introspezione 26 settembre 2015 · lettura 1 min · 1069 letture

Lapide

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Sebastiano Magazzù 128 poesie pubblicate
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Non c’è un fiore nemmeno un lumino accanto alla lapide un gelsomino sfuocata dal tempo la foto ingiallita traccia i lineamenti di quella vita. Nel fiore degli anni una vigliacca pistola recise lo stelo senza avere compassione del gracile bimbo nell’andare a scuola firmando col sangue la sua missione. Le parole di chi questa lapide pose affranta dal esser madre senza certezze destino amaro privata delle piccole cose nel cuore tante lacrime e amarezze. Andare lontano cambiare cognome lasciare il paese costretta a migrare rifarsi una vita sotto altro nome senza dimenticare quel figlio da amare. I silenti cipressi ondeggiano al vento piegati dal peso di un dolore senza fine tra il bene il male non c’è più confine nell’anima un solco chiamato tormento. Si fa muta la mia vergogna spezzare la vita chi deve crescere e sogna questi assassini vanno messi alla gogna senza nome e cognome diretti alla fogna.
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