Lapide

Non c’è un fiore nemmeno un lumino
accanto alla lapide un gelsomino
sfuocata dal tempo la foto ingiallita
traccia i lineamenti di quella vita.
Nel fiore degli anni una vigliacca pistola
recise lo stelo senza avere compassione
del gracile bimbo nell’andare a scuola
firmando col sangue la sua missione.
Le parole di chi questa lapide pose
affranta dal esser madre senza certezze
destino amaro privata delle piccole cose
nel cuore tante lacrime e amarezze.
Andare lontano cambiare cognome
lasciare il paese costretta a migrare
rifarsi una vita sotto altro nome
senza dimenticare quel figlio da amare.
I silenti cipressi ondeggiano al vento
piegati dal peso di un dolore senza fine
tra il bene il male non c’è più confine
nell’anima un solco chiamato tormento.
Si fa muta la mia vergogna
spezzare la vita chi deve crescere e sogna
questi assassini vanno messi alla gogna
senza nome e cognome diretti alla fogna.
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