Il fiore che ti rubo nei sogni
Il vetro degli sguardi
il lago ghiacciato dei tuoi occhi
che circola nel sangue
La schiena arresa e bianca
Il fiore nei sogni
che ti rubo quando dormi
L’odore dei giorni passati
lenti ignoti
E lecco i respiri che sono rimasti
nei polmoni stanchi
adagiati sul fegato da allevamento
un corpo nel recinto
costruito addosso
pensavi fosse giusto?
Questo passaggio
che ti hanno spiegato inutile
Non sei una stella!
E ci hai creduto
al profilo basso
ai soldi
al benessere del corpo
questo corpo
Ci hai creduto e hai imparato a cadere
con una scia di dolore nel tempo
lucente e perfetta
come una stella
in uno spazio sconosciuto
Il lago ghiacciato dei tuoi occhi
Il vetro degli sguardi
Questo è rimasto
Rubarti il fiore nei sogni
quando dormi
il mio corpo
il tuo corpo
Non chiamarla vita
se ti siedi ad aspettare che finisca
bisogna goderla
che è bello quando sei in fondo
guardare i pesci che girano intorno
le bolle d’acqua che salgono
nel lago ghiacciato dei tuoi occhi
e graffiami col vetro degli sguardi.
Voglio sentirti bruciare in una scia di baci
voglio sentirti tremare sotto le mani
quando non sai se sarà carezza
o cosa
in questo spazio sconosciuto
fra me e te
al buio
La schiena bianca
un corpo nel recinto
costruito addosso
Non sei una stella!
Andiamo via da qui
dove ci porta il vento
tempestoso dei sogni
quando ti rubo il fiore dei baci
e i respiri che sono rimasti
Un fegato d’allevamento
questo quarto di bue
tatuato come un carcerato
Mettili insieme
la bella e la bestia
il mio peso
la tua grazia
Non chiamarla vita
se ti siedi ad aspettare che finisca
ma la schiena bianca
nell’oceano di un letto
mentre i pesci girano intorno
e ci guardano
e non sanno chi siamo
e noi non sappiamo chi sono i pesci
e tutto questo non importa
perché ti rubo il fiore nei sogni
e abbiamo ancora i respiri che sono rimasti
Il vetro degli sguardi
il lago ghiacciato dei tuoi occhi
il fuoco dei tatuaggi
La tua grazia
il mio peso
Una scia di baci
dolorosa e lucente
Il sangue che batte
L’acqua dei ricordi
l’odore dei giorni passati
le cose brutte rimaste incagliate dentro
come balene
le cose belle perdute
che risplendono solitarie come stelle
in uno spazio sconosciuto
- Non sei una stella!
Grazie, non importa –
E i pesci che girano intorno
gli occhi socchiusi
le dita che tremano che stringono
la tua resa stremata
la mia vittoria incagliata
l’oceano dei fiati
le carezze che non abbiamo mai avuto
Non chiamarla vita
se ti siedi ad aspettare che finisca
Prendi tutto questo
Il lago ghiacciato dei tuoi occhi
i respiri che sono rimasti
la scia dolorosa e lucente dei baci
la tua resa stremata
le balene arenate nei ricordi
gli occhi socchiusi
i pesci che girano intorno
il mio peso
il fuoco dei tatuaggi
la tua grazia
il fiore nei sogni
che ti rubo quando dormi
Andiamo via da qui
amore mio
Andiamo via da qui.
©
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L'autore
marco sette
"Un mondo senza oggetti" (raccolta di poesie - Premio Città di Castello 2009, sezione poesia, Edimond Edizioni) "Signora con cornacchie e cani" Robin Edizioni 2012 (racconti) "Agli occhi del mondo" Robin Edizioni 2013 (romanzo) mail: settemarco0@gmail.com
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