Nel giardino degli obliati
Questi lumi solitari
ricordano suoni fraterni di coppe ricolme
che con baci fulminei
celebravano fresche relazioni,
ma l’estasi eminente
ha abbandonato la gioconda compagnia
lasciando ai posteri un corpo solo ossa.
Dimenticate.
Indegnamente,
né una spiegazione
né un avvertimento,
la lepre paurosa è fuggita
avvertendo i passi del predatore
e sprofondiamo nel molle terreno
del giardino degli obliati.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!