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Introspezione 16 ottobre 2015 · lettura 1 min · 2029 letture

Piccolezza

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Acclamo la piccolezza mia, miagolando l’oblio perché rido di rado, perché frano sul piano delle certezze rido, su aculei di ristagno ad evocare gravidanze da questo suolo, da questa brezza di guerra e di chiasso per la sfioritura di una stagione iniziata da un briciolo di mese e già schiusa alla sua essenza qui, stiamo a inebriarci di calici d’affetto per far increspare la pelle con la vela spiegata a sospingerci sul margine del cuore tutto bagnato di tranelli.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (8)

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Sara Acireale17 ottobre 2015

A volte ci sente piccoli e fragili perché succedono avvenimenti che non si possono controllare. È questo il momento in cui si ha bisogno di un amico sincero che risollevi il morale, che ci faccia sentire di nuovo necessari in questo enigmatico mondo. Non dobbiamo "inebriarci di calici d'affetto" se non li sentiamo sinceri ma basta una sola parola, un solo gesto di una persona amica e leale

Anna Di Principe17 ottobre 2015

La precarietà della vita non consente all'uomo di spalancare il proprio Ego ed urlare in una società decadente, che brancola tra il caos e tra sentimenti troppo spesso inficiati da personalismi e da azzardi emotivi. Introspezione, che con il tocco abile del verbo, esprime la complessità esistenziale ed uno stato d'animo turbato e deluso.

Patrizia Ensoli17 ottobre 2015

Grande forza evocativa, soprattutto nei primi versi, dove lo stile unico si miscela con l'interiorità del poeta. Un discorso stilistico sulle mancanze e bisogni umani lì dove l'uomo crea amore, spesso lo distrugge.

Pagu17 ottobre 2015

Quanti tranelli nel nostro vivere, quanto deve sopportare il cuore. Il poeta ci regala un lavoro complesso che spinge alla riflessione perché le tematiche che affronta sono tante e importanti. Il tocco del bravo autore è inconfondibile, bellezza che va oltre il già sentito e letto.

Paola Riccio17 ottobre 2015

Acclama la sua piccolezza il poeta, intanto noi ne riconosciamo la grandezza, ci dice, non ci dice, si compiace e si dispiace. ci lascia spiazzati nelle inafferrabili verità della vita.

Giovanni Chianese21 ottobre 2015

Sul piano delle attese di una società in evoluzione ci sentiamo sfiduciati e traditi. Le certezze inculcate dalla speranza, si volatilizzano sulle vette del traguardo rendendoci sempre più titubanti davanti alle attese. La vita sembra essere un teatro di guerra anziché l'Eden della pace nella distorta visione del divenire, a tutti i costi, superiori agli altri, col pericolo di diventare cinici ed egoisti.

nemesiel22 ottobre 2015

"Acclamo la piccolezza mia... perché frano sul piano delle certezze" Consapevolezza della umana fragilità e di come poche se non nessuna siano le certezze dell'esistenza ebbene, proprio di fronte a tale consapevolezza è la bellezza dell'uomo che non nasconde ma acclara la sua piccolezza.

Grazia La Gatta2 novembre 2015

Una introspezione profonda e che dà spunto di riflessione sul vivere odierno dove, ogni giorno, dobbiamo incontrarci e scontrarci con ostacoli, delusioni, amarezze ma anche con qualche effimera gioia per poi tornare a lottare. Poesia riflessiva, ben scritta come sempre dal bravo autore; piaciuta e apprezzata per stesura e tema.