Solitudine
Iafanti Raniero
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Ti aspettavo,
sapevo che saresti arrivata,
mai in ritardo tu,
entra pure, siediti
accanto a me sul divano.
Non ti chiederò come stai,
voglio soltanto parlarti,
una volta per tutte e dirti:
"sei la mia inquietudine,
quella che non mi abbandona mai,
la mia ombra, anche di notte,
quando mancano le stelle,
quando la luna non appare
ed il mare resta al buio.
Sei l'agonia delle mie mani vuote,
occhi che non hanno più luce,
come quando in un cielo terso
svanisce anche l'ultimo sole.
Sei l'aria che manca al mio respiro
quando ogni mia parola resta muta.
Sei la prigione delle mie emozioni,
dove gladiatori impazziti duellano
uccidendo senza pietà anche l'ultima illusione
di poter fuggire dalla gabbia
di questa tua feroce gelosia.
L'unica condanna che mi infliggi da una vita è
restare cosi, in quel vuoto smisurato,
che mi concedi dentro e fuori di me.
Sei la mia solitudine,
quella che odio, a cui non posso sfuggire.
Non posso amarti ora, lo farò domani forse,
quando aprendo quella porta
mi apparirai col viso di chi ho amato".
©
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Iafanti Raniero
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