E' la voce d'autunno
Nicolina Macari
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È la voce d'autunno
quella che si strappa
al collo del cielo
un principio imperioso
che ha per compagnia la foglia
e scuote gli arbusti feriti.
Stanotte l'ho sentita
in modo quasi umano
- fedelmente fiato alla luna -
con un grido puro tagliare di traverso
le croste già secche dello sfogo
troppo secche
per la devozione di un germoglio.
Piove sul mondo
la lacrima eterna del pianto
tutta come un salice e l'ortica
ed io fisso le sue vette
e i suoi abbissi
- prigioni di pietra e non d'aria.
Poggio i piedi piano
la linea d'ombra
su cui é tatuato il passo
ha riconosciuto
l'oscurità di un sentiero stracciato
che si distende muto.
Oh mio cuore! - Dovrei credere -
credere ancora
sulla battuta dei venti gentili
a cui potersi aggrappare
- senza dubbio-
ora che la clessidra è capovolta di nuovo
e i tuoi occhi sono l'estrema luce
donati ad ogni suo istante di sopravvivenza.
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