Come i sogni delle spose
Nicolina Macari
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Ho sfaccettato i versi
la mia visita alle parole
da quando occhi di bambina
assorti dipingevano tinte ai sogni
rimboccati in grembo al cuore
e sospesi avevano bisogno di me.
Il mio piccolo viso giá nascondeva
un capezzale di giganti agonie
e brevi respiri portati via - immemori e soli -
rendevano al viaggio la stessa ferita - sempre -
Mi dicevo addio: dimentica e perdona
che più vasto è un battito
se profonda è la pace che s'inarca nelle mani di luce
e in pupille - nell'immobile di una stella.
Ci sono istanti
che raccolgono tutti gli istanti
ed io ho lottato di quel lontano
con un volto ciascuno e il soprassalto
per la libertà di un congedo - mentre -
mi riempivo come i sogni delle spose.
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Commenti (2)
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Paola Riccio20 ottobre 2015
come i sogni delle spose che immagine commovente, peccato poi che i sogni delle spose si infrangono su basi d'argilla... questa scrittura a tratti misteriosa è davvero seduttiva complimenti.
Luciano Capaldo20 ottobre 2015
Una similitudine che è molto bella. Sogni che si infrangono, lotte perdute. E' davvero triste immaginare una sposa che piange perché delusa abbandonata dai suoi sogni stessi, un precipitare che arrotola nella sua discesa tutto quanto detto, costruito, immaginato. Versi di grande bellezza ed eleganza. Complimenti.


