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Riflessioni 22 ottobre 2015 · lettura 1 min · 657 letture

Sulla fune di lana appesa nel vuoto

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stefania giacarelli 222 poesie pubblicate
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Ho imparato a danzare su una striscia di fango a immaginare cime di neve a respirare la pioggia. Mi sono piegata sulla curva del vento ho seguito carponi una bava di luce nello squarcio del giorno. Il guasto del tempo ha scalfito le ossa mentre il cielo nasceva e moriva. E chiedevo perché poi la domanda è rimasta sulle labbra: perché vivo quando il sole s'annega se d'un balzo è la fine dell'ora pro nobis che godiamo il peccato e s'ignora il destino a dondolare s'una fune di lana appesa nel vuoto.
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L'autore
stefania giacarelli

Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu

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Commenti (1)

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Francesco Rossi22 ottobre 2015

Io in alcuni casi sono per godere appieno del peccato perché sensorialmente concedoalla vita movimento libero opero senza precludere e non voglio essere precluso in sostanza in linea con questo pensiero poetico