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Spirituali 1 novembre 2015 · lettura 2 min · 891 letture

Nel silenzio dei non vivi

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G Paolo Landoni 39 poesie pubblicate
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Il freddo vento di tramontana soffiando sull’opacità della foschia ha aperto azzurri sprazzi nel cielo donando luce al raggio novembrino e oggi come ogni buon mattino varcando in silenzio il santo cancello sono entrato nel mondo dei non vivi. Nell’irreale atmosfera di serenità che abbracciando anima e cuore spinge a comprendere l’alfa e l’omega solo pochi ticchettii di passi rumoreggiano sul selciato lastricato spartiacque tra i campi dell’eternità. In questi giorni del santo ricordo rossi ceri e fiori multicolori van a vestire di nuova primavera l’adorno dei marmi sepolcrali. dove freddi visi incollati a lapidi inumidite dalle intemperie dei giorni sembrano fissarmi con occhi lucidi mentre m’incammino lentamente verso quell’amor mio mai sepolto. Sull’adorno di antiche cappelle dove mani non han più messo piede statue d’angeli ossidate dal tempo stanno ingessate a quei templi abbandonati dalla memoria e con sguardo e mani al cielo genuflessi con ali semichiuse sembrano chiedere al buon Dio l’intercessione per quelle anime chiuse nel dimenticatoio sepolcrale. Svolazzando nel cielo sorvolando alberi piegati dal vento uccelli in ampio alare nero van emanando nell’aria un gioioso cantico. mentre tra mulinelli di foglie in girotondo attraversando I campi della pace nel mio lento sono giunto a te. Accendendo ai tuoi piedi il lume d’amore fissandoti in quel marmoreo tuo sorriso una lacrima scivola a rigarmi il viso e su un brivido stimolato dal freddo il cuore accelera il suo battito facendomi sentire l’invaso del tuo calore come quando eravamo un’anima sola abbracciati nel nostro insieme. Ora negli infiniti silenzi dei miei giorni sovente il mio sguardo scruta il cielo e cercandoti tra i colori di ogni tempo in me sfocia quell’infinita gioia d’averti avuta quale mia amata sposa perché in noi mai c’è stato addio.
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L'autore
G Paolo Landoni

Nasco e vivo a Rho, città a pochi chilometri da Milano. Il nome con il quale firmo le mie poesie (o, come normalmente sottolineo, le mie “scribacchiate”) è “Nilodan” (diventato poi “Nilo” per gli amici di forum): un semplice, quasi banale rimescolamento delle lettere del cognome spingendomi ad adottarlo e a farlo dive

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