Voce del verbo avere
Ho girato la scena al contrario,
quella del passante che non passa e,
per mangiare le unghia,
divora la carne.
Ho lasciato cadere la tovaglia,
quella buona,
merletti di pizzo giacciono a terra
tra briciole di pane avanzato e
lingue di gatto a raccoglierle.
Ho premuto il naso sul muro,
punto a punto,
piano,
sul dorso,
come fanno i sordi con l'acqua
quando per farne olio
dimenticano i colori,
rinfrancandosi con insalate bagnate,
appena dorate
da invisibili filamenti d'oro.
Ho cercato un posto,
in fondo,
la strada che porta al cipresso ma,
tubi di amianto a perdere,
non sanno che farsene
di occhi che guardano senza vedere.
©
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