La dama il cui nome inizia per M
E la vidi la dama,
chioma bruna e pelle lattea;
incrociai lo sguardo bieco,
che forse non disegnava perfidia.
La dama non era truce,
e nemmeno angelica.
E mentre la squadravo
cominciai a vedere memorie,
profumi del mio dolce passato.
La freddezza del fisico suo
era l'esito di un viaggio irrequieto,
o non ci fu mai una radice?
Ma la storia non la sapremo mai.
Sempre più volevo indietro
il mio dolce passato,
fino a farmi mesta a mia volta.
"Qual è il suo nome, cupa signora?"
Ricordo ancora quel giorno,
quando Malinconia si rivelò a me.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano21 novembre 2015
La lettera emme si trova al centro dell'alfabeto, è il suo spartiacque, e la signora Malinconia (che ha una sorella ancor più affascinante, la Saudade) è spesso al centro dei nostri pensieri, è lo spartiacque tra la tristezza ed il compiacimento, tra il desiderio e l'impossibilità della sua realizzazione, è un nostalgico rimpianto. Tutto ciò è bene espresso da chi ha scritto questa poesia in appropriati versi liberi, e i contrasti di quel sentimento particolare sono ben delineati. Forse la malinconia è la vita stessa, che non può mai essere di sole gioie né di soli dispiaceri.