Ottobre dei tigli
Chi volse lo sguardo alla luna
pallida, antica e nuova nel cielo
ruvida, cieca come la pelle degli ignoranti?
Consegnata è la pubblicità,
nel cuore il suono delle campane
il rimbombo di quelle voci
da lontano nell'ombra
il viale solitario sotto gocce di rabbia
di sale dal cielo, nel mare abbandonati
i ricordi saltano come grilli
tra un libro e il quaderno sporco
Vomita l'acqua,
e lo sfogo dell’ aria
sulla svolta della strada
l'uscio del vento sui tetti,
nell’anima della città spenta,
violenta s'accende la luce morta
quel silenzio
quella candela all'orizzonte
quando la nebbia cala
e tornano a galleggiare
negli orti, nelle lagune
sulla sabbia bianca:
i passi dell'uomo solo
pensieroso del tempo
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi26 novembre 2015
Si diffonde con dinamismo la poetica sulla natura i cui aspetti hanno importante cifra stilistica sulla svolta ed è appunto svoltando in una direzione giusta che la natura viene beatificata.
