Il profugo
Gli avevano bombardato la casa
era rimasto senza vestiti e senza le sue cose
era nessuno
era rimasto senza documenti
dimenticando il suo nome
camminava sulla terra di Dio
sperando di trovare una casa e un vestito.
Attorno a lui solo mormorii:
"Il profugo"
parola che non aveva mai conosciuto prima.
Altri come lui che avevano il suo stesso nome,
e guardando le sue scarpe disse:
"Le avevo comperate per andare ballare
non per sfuggire ai bombardamenti".
Aveva visto una casa con le finestre bianche:
una donna dai capelli grigi gli diede un pezzo di pane
e lo guardò a lungo...
pensando al pane quotidiano.
Lo mangiò osservando quella donna
dai capelli grigi
che parlava un’altra lingua.
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L'autore
veronica calmutchi
scrivo, pubblico poesie, racconti con il nome d'arte Ivanova Vica. ex.insegnante de liceo, laureata in biologia adesso in pensione. amo il teatro, il valzer, fotografare, cucina internazionale genuina.
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