Imago Christi
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
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Come sono vere queste parole, in questi giorni di frenesia folle prenatalizia, davvero ammirata per linguaggio e contenuto.
ancora una facciata... dietro poverta e devastazione ...una lirica bella apprezzata e vera... il mio elogio alla valente poetessa
Con molta sensibilità la poetessa pone l'accento sulle miserie (non soltanto materiali) che sono compagne assidue di alcune esistenze sfortunate. E certo la morte, in questi casi, diventa una soluzione ambita e ricercata, che mette fine alle troppe, insopportabili sofferenze. Anche Cristo (al quale si rivolge il titolo della poesia) non ha forse, del resto, cercato quella condanna a morte che, con un comportamento un tantino più accorto nei confronti dell'autorità romana, avrebbe potuto evitare?
Una sferzata di verità che merita la prima pagina... relegando tutto il resto alla lametta della nullità... (lametta in bresciano è una piccola pozza paludosa)....
La vera miseria prende forma e vita nel vuoto che, sempre più spesso questa società produce. A chi importa veramente del dolore altri, chi " si domanda l'autrice ", o forse sono io non so ... in quell'immagine di sofferenza compie il miracolo dell'amore. La solitudine delle solitudini, quella dell'anima e della consapevolezza si consola in questo caso nel pensiero della morte, dove forse ... si potrà trovare lenimento. Chi crede alla Luce oltre la vita, brama quella serenità, quell'abbraccio d'amore: forse l'unico vero. Questa bellissima composizione mi ha condotto a queste considerazioni.
La miseria, è sempre lei la vera protagonista del nostro vivere e della nostra società,anche quando in tanti tentano di relegarla nel backstage della vita! La cosa che colpisce è che in tanti soffrono le proprie miserie con grande dignità, in silenzio! Così, nella vetrina che la nostra società ostenta, tante miserie sono nascoste. Eppure c'è chi ha ancora animo sensibile e sente le grida, le urla rinchiuse nelle pareti del cuore... Non bastano le sole parole quando "ci sono ferite che non smettono di sanguinare". Dobbiamo imparare a riconosce il volto del Cristo in quei visi che continuano a sorridere con pudore malgrado la corrosione quotidiana del vivere. Bellissimi versi, molto toccanti. I miei sinceri complimenti all'Autrice!
Quante miserie nascoste nella società di oggi! Sono persone che con dignità sopportano e soffrono senza chiedere nulla agli altri... e noi purtroppo siamo insensibili davanti a questi silenzi senza alcuna vetrina. E quella immagine di Cristo, vituperata, insultata e derisa la ritroviamo ancora oggi in tanti nostri simili, che sono nostri fratelli. Una lirica, quella che la brava Autrice propone in questo periodo particolare, che deve far riflettere molto sul significato profondo che l'Imago Christi ha nel nostro tempo; l'immagine della sofferenza e del dolore e nello stesso tempo l'immagine dell'amore profondo di Dio per l'umanità intera, specialmente quella più povera e sofferente.
Quando si ha voglia di vedere oltre il semplice guardare... ci si arricchisce di una sensibilità pari a quella che non si può non respirare in questi versi che "strappano" le vene al cuore. Dietro alle misere felicità date in pasto agli occhi spesso (molto più di quanto si immagini) si nascondono profonde povertà d'anima dettate da ferite che non smettono mai di sanguinare. Magari... forse un po' intontendole le si riescono a sopportare, ma poi la debolezza sopraggiunge e con lei il pensiero ed il desiderio nascosto della fine s'affaccia. Grande l'alchimia che si respira in quell'"incolpevole respiro"...che pur appunto incolpevole per sua natura...è colpevole di dar sangue ad una realtà che non si vuol più...respirare.
La sofferenza delle classi sociali meno abbienti è forse la vera sconfitta dell'uomo, in questo bailamme prefestivo si stagliano limpidi gli occhi di chi soffre come due candele accese sotto l'altare della vita. Splendida lirica, complimenti cara Autrice.








