Il confine del silenzio
Sul calendario della vita
il tempo pur giocando
sui colori del mio passato
ancor non mi ha confinato
nei gelidi silenzi dell’inverno.
Nel mio giornaliero vivere
guardando l’orizzonte sconfinato
ascolto i sussurri della natura
che con le loro melodie
mi rifocillano l’animo.
Il ricordo del tenerti per mano
è un sogno ormai lontano
che fa piangere anche il sole
ma tra gli ultimi suoi raggi
che infuocando l’orizzonte
chiudono del giorno il palcoscenico
sovente con lo sguardo corro su quel confine
ogni giorno sempre meno lontano.
Nell’abbraccio della sera
che nell’oscurità tutto ammanta
stringendo sempre al cuore i ricordi
avvolto dalla mia speranza
camminerò al braccio di ogni mio oggi
finché attraversata l’ultima meta
sarò ancora al tuo fianco
sotto la cupola dell’infinito silenzio.
©
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L'autore
G Paolo Landoni
Nasco e vivo a Rho, città a pochi chilometri da Milano. Il nome con il quale firmo le mie poesie (o, come normalmente sottolineo, le mie “scribacchiate”) è “Nilodan” (diventato poi “Nilo” per gli amici di forum): un semplice, quasi banale rimescolamento delle lettere del cognome spingendomi ad adottarlo e a farlo dive
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