Aprassia dello spirito
Aprassia dello spirito
come un intorpidimento dell’anima
che si ribella alla vita
questo è il malanno che mi lasci
avanzo del mio cuore
dal dolore corrotto.
Come tutto
si dispieghi
nell’ineluttabilità del silenzio
che è il mondo
di fronte al tuo nome
perpetuamente
incavato
nel pensiero
mio dolo.
Mio dico
seppur più non m’appaia
detenerne il possesso
or che nemmeno posso
dirigerne né il verso né il moto
e casuale vaga
verso mille irraggiungibili mete
che di te sempre sanno.
Come posso trovare una cura
se gli occhi miei
non vedono
e le orecchie non sentono
e la pelle nemmeno avverte
ciò che d’altro ha il mondo da offrirmi
oltre al tuo dolore
così generoso.
Non posso che bruciare
in questa febbre
fino alla cenere
e aspettare
che si estingua
o il mio cuore
o il mio corpo
e che tutto
torni ad apparirmi
vero
e tu l’illusione
e non reverso
come mi appare ora
l’incubo del mondo
e la realtà del ricordo
in cui inevitabilmente
mi perdo.
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