L’inferno ha cieli azzurri
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (9)
un grido di speranza... nell'attesa che dai cieli appaia un sorriso... viviamo in un inferno anche nel quotidiano... questa lirica vuol essere un monito... cerchiamo intorno a noi la luce tanto attesa che possa diradare le ombre del male... ottima opera mi compiaccio ed esprimo la mia lode...
Descrizione a tinte forti del male che colpisce l'umanità. Male che sembra trovare il migliore ambiente per farci soffrire. Comunque nella chiusa spunta una speranza di un dio che provveda... Bei versi con immagini molto riuscite.
S' affaccerà mai un dio e se si cosa farà? É un atto d' accusa tremendo e dovuto questa lirica e a leggerla son rimasto estasiato. Questa poetessa é un'autrice che sa dire a 360 gradi con profondità e sensibilità speciali.
Triste ed inconsolabile poesia... che scruta in maniera categorica e giudica inappellabile l'unica vita che ci è data. Amara visione che spero non sia esatta... poiché da quello che vivo l'inferno in terra non ha propri i cieli azzurri
La mia attenzione è catalizzata sul primo verso, incisivo e perfetto per descrivere tutte quelle tenebre che spesso vengono sottovalutate! Continuando nella seconda strofa ... spesso il male si veste d'azzurro e più forte è il dolore, più profondamente viene spinto e celato. Sì, perché il dolore più potente non è condivisibile, nessuno mai lo potrà vedere o avvertire. Poesia che si presta a molte chiavi di lettura, bella, nella sua lacerante schiettezza!
L'inferno ha cieli azzurri, si è proprio qui nel nostro quotidiano vivere, nella violenza che l'uomo esercita sistematicamente su tutto qui esso mette lo sguardo. Lirica triste e malinconica, che si chiude con un grido di speranza. Apprezzata.
Poesia epica, di rara bellezza. Non trovo che sia triste ma realista, il gioco dell'uomo di dividere il bene ed il male, di immaginare l'inferno così come lo immagina, è un gioco che la realtà sbugiarda, la sottile linea fra il bene e il male si cela al nostro sguardo ed il poeta non può essere cieco e non accorgersene.
Il male si veste a festa quando deve accalappiarti: policromie di colori, desideri esauditi, albe e tramonti che sembrano non aver mai fine, appostati all'orizzonte per conquistarti... Ma tutto questo caleidoscopio è solo una bellezza di facciata, perché una società dell'apparire, più che dell'essere, come la nostra, non entra nel merito della sostanza delle cose e finisce per coltivare l'esteriorità, l'effimero, il vacuo, lì'inconcludente... Grande tema, ampiamente condiviso, quello affrontato da questa valente Autrice con versi incisivi ed una proprietà di linguaggio sempre sorprendente. Leggendo si vivono atmosfere quasi reali, che rendono palpabile ogni immagine evocata. Bellissima la chiusa con quella speranza finale che aspetta un dio.
Trovo toccante la descrizione di quell'"intimo gelo" che brucia e geme nel fondo del petto... un ribollire di "liquida pietra" che prende un aspetto quasi mistico... come una Geenna terrena. "L'inferno è qui!!" - sembra dire l'autrice - ...annidato nella soffocante quotidianità come pure nell'incapacità di vera ed autentica comunicazione. L'inferno ha cieli azzurri... si camuffa splendidamente... capace silenziosamente giorno dopo giorno di cementare l'animo umano rendendolo assuefatto ad ogni misfatto, ad ogni crudeltà che lo circonda. Versi terribili che trasudano di autenticità...di quella visione senza filtri e fronzoli che questa autrice giustamente può farsi vanto.









