Filtra la luce... e passa

Filtra la luce e passa
dove c'è luce
passa
dove c'è il buio
resta.
Resta
per quanto basta
resta
per quanto è lunga
la notte
dove affonda
la notte
che circonda
che accerchia
come l'onda
e stringe
tra le braccia
le ombre e le paure
il buio dei segreti
negli angoli del cuore.
Filtra
la luce accesa
che poi diviene fioca
in una stanza vuota
in un androne
da una finestrella
su un gatto
sopra il tetto
che cerca la sua stella
o un'altra luna blu.
Luce per tutti
uguale
che non è mai la stessa
si spezza
si divide
si infrange
si calpesta
dentro le stanze immense
ed avidi sorrisi
in lucernari angusti
e in miseri cortili.
Filtra la luce e passa
dove c'è il buio
resta
a volte
danza sterile
accanto a una candela
o scende
a compromessi
nel fare della sera.
Filtra la luce e passa
e flebile discende
tra gli alberi del parco
in fila a sussurrare
su una panchina umida
che ospita randagi
esclusi almeno
in parte
dal tiepido chiarore
che fugge allontanandosi
canto
che canta altrove
rima che dista secoli
dal passo
del poeta
che gioca con la luce
come se fosse creta
e come un gatto
aspetta un'altra
luna blu.
©
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