Verso sera

Quando la sera cala, piange cheta.
S’attrista or l’anima mia, solinga
ed al pensier inutil par la meta,
mentre il cor mio non più lusinga.
Agli error, l’andar qui, non allieta.
Pur dall’allocco par il pianto giunga
a rimembrar triste la smarrita vita.
Fuor da me stesso par ‘l destin mi spinga.
Vanno i giorni, che non par per dove,
mentre intorno tutto s’allontana,
tengo le paure strette nelle mani,
e le speranze implorar ‘l domani.
Il desiderio mio ancor emana
del cor ‘l credo che ancor chiama prove,
che sull’impavido mio cor ferito
lenir ‘l dolore, che guarir non vuole...
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