La morsa del freddo

La strada è un nastro lucido,
batte la pioggia, sferza il vento i rami degli alberi spogli.
Anche la povertà, vestita di stracci, fugge verso le stazioni abbabdonate.
Vanno i poveri sfidando il tempo senza bandiera, senza identità.
respiri freddi, stracci bagnati, ossa spezzate tra la fatica e il freddo.
Dove i binari si sono già fermati, dove la promessa di un riparo appare vera;
si ferma la carovana dei diseredati.
Dove i treni non ci sono più;li' si è fermato il tempo;
si è fermata l'umanità .
E voi che state alle finestre d'alabastro, furbi e fieri delle vostre oscenità
polvere sarete, il tempo non avrà pietà,e corre via .
Chi ha venduto l'anima e il cuore al denaro,
alla disonestà, il baratro li aspetta, senza memoria, in fondo nell'oscurità
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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