Eterna è la notte

Eterna è la notte.
Ormai da tempo vuota
è l’altra metà del guanciale
nelle notti che s’alzano a quota.
Livelli di dolci ricordi
risalgono a lucida mente
nell’ora che scatta nel tardi.
Eterna è la notte.
Nell’accarezzo dell’intatto cuscino
scivolando sulla bianca tela
nel sonno lo stringo a me vicino.
Nel silenzio visuali di tenerezze
che del cuor ancor alzano il battito
fin a percepire antiche tue tenere carezze.
Eterna è la notte.
Correndo tra prati in fiore
sotto cieli senza confini
io e te sempre con lo sguardo al sole.
Tra nebbie e neve
piogge, sole e vento
sognavamo la vecchiaia insieme.
Eterna è la notte.
Nel lor natural movimento
le stagioni si susseguivano
anche se la vita scorreva a rilento.
Noi sempre a guardare il cielo
accompagnati dall’invisibil mano
che già su noi stava tessendo il suo velo.
Eterna è la notte.
Da spalancata finestra sulle stelle
freddo vento s’è intrufolato
gelandomi tutta la pelle.
Facendomi sussultare il cuore
il campanile batte i suoi rintocchi
scandendo nell’aria le sue piccole ore.
Eterna è la notte.
Elegante nel tuo abito più bello
senza nessun bagaglio
della stazione ti vedo varcar il cancello.
Sorridendo mi guardi in faccia
mentre un treno dal cenereo sbuffo
è in fermata sulla prima rotaia.
Eterna è la notte.
Di sfuggita ti vedo salire
una mano s’agita dal finestrino
è il tuo saluto prima di partire.
Allineate le stelle indicano una direzione
nel ciel pur la luna s’è commossa
mentre il treno sbuffando esce dalla stazione.
Eterna è la notte.
Ti rincorro nell’oscurità
vorrei riportarti nella mia meta
ma sento che non ho facoltà.
L’ultimo sbuffo s’incunea sotto il ponte
la notte si raccoglie nel suo eterno oscuro
sfumando tutto all’orizzonte.
Eterna è la notte.
Nel silenzio una voce dentro ad un abbaglio
”E’ viaggio di momentaneo distacco”
“Coraggio, un di ci sarà nuovo ancoraggio”.
Svegliandomi sale il battito del cuore
nel ciel in albeggio brilla l’ultima stella
e guardandola nel suo sfumo, ti chiamo “Amore”.
©
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L'autore
G Paolo Landoni
Nasco e vivo a Rho, città a pochi chilometri da Milano. Il nome con il quale firmo le mie poesie (o, come normalmente sottolineo, le mie “scribacchiate”) è “Nilodan” (diventato poi “Nilo” per gli amici di forum): un semplice, quasi banale rimescolamento delle lettere del cognome spingendomi ad adottarlo e a farlo dive
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