Eravamo una grande e bella compagnia
Salivano soli e solitari i mattini:
dietro cornici di colori,
paludi di serpi e bovini al pascolo
Salivano solitari e luminosi i mattini:
oltre strade di campagna, sentieri aridi di boschi,
umidi tra i passi morbidi dell’ allegra gioventù
Al calar della sera non v'era più nulla di luce:
verdi i coralli nelle stanze abbandonate,
nei cortili silenziosi, accompagnò la melodia
delle memorie mai più ricordate
o in questa via o in quell'altra morte:
un affresco
E lacrime d’estate vagavano
dal mondo del sole lei cantava,
dal mondo delle acque lui amava,
dal mondo dei sogni loro speravano,
nell'illusione romantica di un altro mattino
Salivano solitari e nuvolosi i mattini
dietro le porte, i cancelli di quercia
aprirvano all'altro giardino in fiore
Tutti correvano, tutti giocavano,
tutti ridevano, tutti bevevano
Circondati dai meli, dalle genziane
e stelle alpine: nel vuoto dell'allegria
nell'atmosfera serena della compagnia:
Ed io guardavo, in silenzio
©
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