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Morte 22 gennaio 2016 · lettura 1 min · 1632 letture

Dighe

Massimiliano Moresco 462 poesie pubblicate
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Bisognerebbe essere dighe arrugginite tra le fughe senza il timore dell’umidità che si posa sugli occhi non appena guardiamo la notte con pelle stesa sui bordi della steppa versare il tempo tutto dietro le pupille in un soffio destinato a posare l’alba nelle guance e la falda del pallore ad inseminare l’ossigeno che si slaccia dal pulsare. E rimanere stesi ad osservare il corpo annuendo ad una foglia che in cielo vola effimera, a disdire la gravità del suolo.
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L'autore
Massimiliano Moresco

Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n

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Commenti (3)

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Paola Riccio22 gennaio 2016

Molto bella, mi ha ricordato i pensieri del principe Andrej morente in Guerra e Pace. Ottima chiusa, la morte è liberarsi dalla gravità del suolo.

Merlino22 gennaio 2016

estraniarsi dal mondo... unico modo per congiungersi ad esso. Gran bel lavoro

carla composto22 gennaio 2016

emozionante lirica che ci porta su un tema discusso da molti... bravo il poeta che con bravura e leggerezza lo propone... il mio elogio