Concorrenza
Fin da piccolo capì una cosa molto importante:
-la regola della concorrenza-
Si andava per discoteche fumando paglioni a nastro
e ingollando gin lemon a fiotti si aguzzava lo sguardo.
Tra i padiglioni si puntava la preda:
la regina femminea del sabato sera.
Lei era bella,
gli increspati ricci cadean
lievemente sulla sua fronte pallida,
mentre si guardava intorno languida,
come in cerca di conferme.
-Posso avervi tutti- pensò.
Ma prima dovrete superare una prova...
La brigata depose la stola
e fomentata si collocò a piè pari
sulla prima casella. Ora anche
gli amici più cari erano chini
dinnanzi al giudizio di Venere
Cominciò la sfida:
Accostamenti di labbra agli orecchi.
Parole confuse, salamelecchi
di una vita passata e stinti compendi sui futuri intenti
Coi nervi, a fior di pelle, il sangue vermiglio dilatava le arterie.
-Scegli me- intonò a gran voce il più alto,
-No scegli me- chiosò l'altro affranto
-Non mi interessi- abbozzò il più scaltro per rendersi
ancor più spietato e ganzo.
Assassinii psicologici su
asili patologici nello scenario
ove villosi primati facean inventario
di chissà quali valori!
Lei scelse sorridente e si allontanò
mentre la schiera di gareggianti
dai cuori affranti stava china
con alto etilometro e bassa autostima
a maledire quel giorno.
Poi di nuovo, meccanicamente a ballare
emulando la torsione del collo e l'intensità
nello sguardo del giovane baldo
in procinto, dietro al cespuglio,
ad amoreggiare.
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