Figlio mio
Maria Vittoria Spinoso
179 poesie pubblicate
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Così ti chiamerebbe la tua terra
se un giorno tu facessi qui ritorno!
Il cielo è di cobalto
e il gelsomino inebria
quando cala la sera!
Qui la scogliera è chiara,
quando si scontra al mare
e l’anima esultante vola altrove!
I golfi sono bianchi
come sposa all'altare!
Nessuna terra al mondo
possiede queste cose!
Nel frastuono di città rovinose
non c'è più quel suono di campanelli,
cavalli e carretti,
che tornano alle stalle,
mai più vecchi asinelli,
che sembrano ballare
nel correre festosi
ad aiutare quei padroni stanchi,
che lasciano per strada
un angoscioso canto!
E’ bene ricordare...
niente ha qui a che fare
con le città avare.
Quaggiù c’è un paese
con case tutte bianche,
blu le finestre a mare;
la sera puoi dormire
con luci di lampare!
E’ triste lasciar spoglie
in terra di frontiera,
meglio lasciar ceneri
dove danzano annunci
di primavera, qui nel tuo paese.
©
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L'autore
Maria Vittoria Spinoso
Si può iniziare a scrivere anche quando i capelli sono diventati bianchi. Ritengo che l' esperienza giunta al culmine della vita può raccontare molte più cose. Il mio maestro è stato Bruno Baldassarri, conosciuto in alcuni miei viaggi che mi hanno portato in Toscana ,dove lui è nativo ed è stato un discepolo di
Commenti (1)
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Melina Licata22 gennaio 2016
Si legge in questi versi un profondo amore verso la propria terra, che l'autrice, manifesta a qualcuno che da anni si è allontanato e ancora non ha fatto ritorno... Poesia intensa ed emozionante, carica di emozioni!

