Vitae

Quando ho aperto gli occhi al mondo,
il lutto di mia madre nutriva il mio pianto.
Ho succhiato quel dolore fino in fondo,
mi ha cullato infante di un triste canto.
Una vita segnata da un tragico inizio,
di cui avverto una cocciuta presenza.
Inutili gli inganni nell’oblio del vizio,
se nei silenzi tocco la tua esistenza.
Crudele compagno, testardamente fedele,
continui a ricordarmi l’infausta partenza
pronto in amara coppa a versarmi fiele;
il tempo a me tiranno, hai in abbondanza
Anche se stanco di questa battaglia
Non gioire vittoria! Non mi arrenderò!
Armerò una puntigliosa guerriglia,
godendo dell’attimo che ti strapperò.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!