Un giorno
Massimiliano Moresco
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Un giorno
il pugno di fumo danzerà
sui libri tumulati a festa
potremo finalmente dire qualcosa
di molto stupido e assordante
bruciando l’intellighenzia
poi
leccheremo ciò che stride,
per insegnargli ad essere lancia,
per fornirgli due dosi di instabilità
ricucendo palpebre sui soffitti dei cieli.
Un giorno
la fortuna arriverà su un calesse
e tutti grideranno:
“sono innamorato di me stesso”
e ancora tutti grideranno:
“sono libero da me stesso”
e più nessuno sarà turista ma straniero
ovunque, in maniera gentile, la mano si tenderà.
E non ci saranno più donne di legno,
non ci saranno più uomini col regno nel petto
e non ci saranno alloggi
ma dimore
in cui si dormirà di notte e di giorno
il tempo, tornerà un concerto di parole
dove tutto ciò che correrà
sfonderà il suono, le nuvole, il Niagara.
Forse avremo alluci metallici,
avremo piedi sottili come stilo
e scriveremo parole da brucare
solleveremo il sole
con tutte le dita del mondo
e avremo palmi aperti
per bussare alle porte a piene mani,
ci troveremo, moltitudini,
a chiamare qualcuno nella nebbia
a chiamare chi non parla ma comprende
a chiamare qualcuno
che non sia sputato in terra
da un parto senza dolore e gioia
chissà, forse quel giorno
il giogo della storia
si potrà portare in croce
e potrà sbiadire in una noia
come un’altra, tra le altre.
©
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L'autore
Massimiliano Moresco
Mi chiamo Massimiliano Moresco, sono nato a Genova nel 1976. Potrei iniziare la mia biografia dicendo “fin da quando ero piccolo, anzi in culla, anzi prima della nascita, ho avuto una naturale propensione per la scrittura.” Che poi, tra l’altro, perlomeno nel mio caso, non è nemmeno vero. Anzi. In realtà tutto questo n
Commenti (1)
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Merlino31 gennaio 2016
il poeta come Pindaro sorvola 'le cose' del mondo e ridona speranza allo sguardo futuro. Veramente un lavoro tosto, complimenti

