Bordo azzurro e rosa
Ed ero felice:
quel sentimento
fanciulla, delicata perla di fiume
di questa mattina allegra,
di questa sera, tenera radice di pace
di speranza, amore mio
Buonasera signora,
sotto il nocciolo
arbusti aridi e sottili nella neve
lacrimano i cuccioli,
solitari, nell’ agosto uggioso
traditi dal viaggio tuo,
senza ritorno
Uggiosa
era la mattina
soffice il pensiero
urli di disperazione
nella preghiera,
nella sofferenza
per perdere ancora di piu’
Nel disordine
del bene e nel sangue
oltre i battiti del cuore suo:
il male, quel male...
finti i sorrisi, la paura di vivere
Cadevano le lacrime,
dal petto proveniva il suono,
lacerazione della melodia finale
dei respiri lasciati
per amore del ricordo,
protetto sotto l’ ala di un falco
D' amore nutrito,
il cuore moriva sotto la luce del sole,
verso le nuvole pesanti nell’ inverno,
la musica tornava fresca nelle stanze
in ombra piegate tra le ossa del mondo
Il castello decadente,
il fuoco arde nel maggio rimosso,
nelle immagini sotto foglie abbandonate,
del freddo d' ottobre,
nella linfa delle ultime piante rimaste
solchi di pianto nel tempo delle cerimonie
Vuoti questi altri contorni,
morbidi di cotone e seta arredati
mobili e poltrone,
tavoli in legno pregiato
e il cuoio, l'odore del passato
era lana il calore dell’ amore
del sentimento della vita tua
Ed ero infelice:
contorni vivi e limpidi
nel cielo
c'era un sogno
illuminato, verso le stelle
la luce: l'arco della vita
©
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