Cantico di dolore
Quanto ancora dovrà perdersi la voce dei cantori
con l'anima incrinata dalla pena di Caino,
con le mani trafitte dalle penne inanimate
nascoste in labirinti di sangue e di dolore.
Ancora una volta il cielo si è inginocchiato nell'ira,
tra le dita il grido tumefatto di un 'angelo piegato,
senza più i graffi di un cuore sradicato,
senza più un alito che potesse pregare.
Povero amico dalle ali insanguinate,
chiuso in ostaggio di uno stolto retaggio,
nel tuo dolore inascoltato in un frantoio di anime assenti
intente a raccogliere la tua lunga agonia.
Goccia dopo goccia le tue ciglia salivano al cielo,
in una Diaspora di infiniti volti stanchi,
su i gradini di un giardino infestato di spine
dove le parole scorrevano come un fiume amaro.
Sarai sulle spalle come un greve fardello
sulle coscienze sterili di carnefici ignoti,
volato tra le aquile al di la dei tuoni,
accompagnato dalla cetra del pianto dei poeti.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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