La pecorella coraggiosa

Il gran lupo rimpinguato
dal buon pasto a buon mercato,
slinguazzandosi la bocca
s’addormì supinamente:
e sognava pecorelle
prese in pasto dagli ovili,
addentrarsi nelle stalle
azzannando begli equini,
quel gran porco del suino
addentato sotto un pino...
Ma venne già la notte e poi fu giorno,
nel mentre del suo lieto e più bel sonno.
Al risveglio, il cinguettio
del volatile fu oblio
del trascorso banchettare
con l’ovino da sbranare.
E siccome avidità
chiama altra avidità
il lupone già fu sazio
per bramare un’altra preda,
dalla fame e per lo strazio
il suo dente digrignava...
ma... sorpresa! Là sul monte
altra pecora spuntava:
la compagna un po’ più snella
della vecchia pecorella.
E la bava della bestia
già bagnava il prato verde
nell’attesa dell’assalto
per saziare il suo languore.
E la pecora?... Stupore!
Trovò il lupo sulla via!
“Ciao pecorella! Dove vai?
Qui la strada è già finita!
dimmi dimmi, pecorella mia:
non ti sarai mica smarrita?”
“Non mi sono smarrita,
brutto lupo cattivo,
ma volontariamente
dal gregge sono uscita:
confidando nella stella
sono uscita dall’ovile
di nascosto dal pastore
e dal cane nelle ore
in cui dorme ogni civile
per cercare la mia amica.
Ora levati di mezzo,
ché mi aspetta la salita!”
“Tu che volontariamente
il tuo gregge hai abbandonato
vieni all’uopo nel mio stato
ed inaspettatamente.
La scodella del mattino
ha la tua stessa misura,
più sicura di un fortino
essa ti darà calura;
la tua amica ieri sera
ho incontrato qui per cena,
fu gentile ad accettare
il mio invito a banchettare.
Vieni a fargli compagnia
e non fare complimenti,
è una gioia per i denti
fare un pasto in allegria.
Per cercare la tua amica
lasciando ogni protezione
mi risparmi la fatica
di cercare colazione.
Ti ringrazio del pensiero!”
disse il lupo sorridendo,
ed aprendo le sue fauci
quell’ovino rese un bolo.
Or lasciamo il nostro lupo
ritornarsene da solo
sul sentiero verso il bosco,
riposar dalle fatiche.
Ma nel prendere congedo
dalla fiera e le sue prede
voglio darvi la morale
della storia sopra esposta.
Se sei piccola e sei snella
e vuoi fare quella tosta
è ancor peggio che se fossi
l’indifesa pecorella.
Se rimani dentro il gregge
col pastore e a capo chino
sei protetta dalla legge
che tutela l’agnellino.
Non cercar la pecorella,
meglio stare a pascolare
se non vuoi sentirti dire:
“Vieni dentro la scodella!”
©
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