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Fiabe 12 febbraio 2016 · lettura 3 min · 1237 letture

La pecorella coraggiosa

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gabriele fratini 60 poesie pubblicate
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Il gran lupo rimpinguato dal buon pasto a buon mercato, slinguazzandosi la bocca s’addormì supinamente: e sognava pecorelle prese in pasto dagli ovili, addentrarsi nelle stalle azzannando begli equini, quel gran porco del suino addentato sotto un pino... Ma venne già la notte e poi fu giorno, nel mentre del suo lieto e più bel sonno. Al risveglio, il cinguettio del volatile fu oblio del trascorso banchettare con l’ovino da sbranare. E siccome avidità chiama altra avidità il lupone già fu sazio per bramare un’altra preda, dalla fame e per lo strazio il suo dente digrignava... ma... sorpresa! Là sul monte altra pecora spuntava: la compagna un po’ più snella della vecchia pecorella. E la bava della bestia già bagnava il prato verde nell’attesa dell’assalto per saziare il suo languore. E la pecora?... Stupore! Trovò il lupo sulla via! “Ciao pecorella! Dove vai? Qui la strada è già finita! dimmi dimmi, pecorella mia: non ti sarai mica smarrita?” “Non mi sono smarrita, brutto lupo cattivo, ma volontariamente dal gregge sono uscita: confidando nella stella sono uscita dall’ovile di nascosto dal pastore e dal cane nelle ore in cui dorme ogni civile per cercare la mia amica. Ora levati di mezzo, ché mi aspetta la salita!” “Tu che volontariamente il tuo gregge hai abbandonato vieni all’uopo nel mio stato ed inaspettatamente. La scodella del mattino ha la tua stessa misura, più sicura di un fortino essa ti darà calura; la tua amica ieri sera ho incontrato qui per cena, fu gentile ad accettare il mio invito a banchettare. Vieni a fargli compagnia e non fare complimenti, è una gioia per i denti fare un pasto in allegria. Per cercare la tua amica lasciando ogni protezione mi risparmi la fatica di cercare colazione. Ti ringrazio del pensiero!” disse il lupo sorridendo, ed aprendo le sue fauci quell’ovino rese un bolo. Or lasciamo il nostro lupo ritornarsene da solo sul sentiero verso il bosco, riposar dalle fatiche. Ma nel prendere congedo dalla fiera e le sue prede voglio darvi la morale della storia sopra esposta. Se sei piccola e sei snella e vuoi fare quella tosta è ancor peggio che se fossi l’indifesa pecorella. Se rimani dentro il gregge col pastore e a capo chino sei protetta dalla legge che tutela l’agnellino. Non cercar la pecorella, meglio stare a pascolare se non vuoi sentirti dire: “Vieni dentro la scodella!”
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gabriele fratini
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