Per averti
Percorrerei strade del mio cuore
misconosciute
Accarezzerei le tue angosce
per vederle
rinsavite.
Mi vestirei di sincera vanità
mi lascerei trasportare
dalla leggera forza
del vento ch'è nei tuoi occhi ferini,
dalle onde musicali della tua beltà.
Distruggerei l'uomo che vive in me
abbarbicato tremendamente alla materia
mi aggrapperei all'inconsistenza
del tuo spirito leggiadro
all'incoscienza di questo
fuoco fatuo.
Mi costituirei, ammetterei ogni mia colpa
anche quelle ancora non commesse
ritarderei l'incontro con quell'io
che mi rende prigioniero
dilanierei la sua bocca
impedendogli di proferir parola
maciullandogli la lingua
sgozzandogli la gola
Diverrei acqua, a contatto col mare,
e fuoco a contatto col sole
diverrei potenza leggera
a contatto col vento
deplorerei l'uno che è in me
distruggerei gli altri cento,
diverrei quel nessuno
che ben s'attaglia a te
mio acre, dolce tormento
Per averti
mio oblio inconfessabile
abbandonerei questa fredda dimora
sussurrerei alle tue orecchie:
Attendimi sul ciglio della tua porta stellare
insegnami ad amare
o almeno
a fare a meno del tuo amore
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