Cielo d'Agosto
Ed è l'istinto che m'asseta
Guarda fitta la montagna
Rapisce plumbee nubi
Un cielo d'Agosto
Resto ignudo al mio posto
Senza blaterare mai
Non capisco l'indigestione
Quelle regola elettronica
Che mobilita una preghiera
Al primo uomo imbarazzante
Che richiede di volare
Non ti posso più ascoltare
Ho i sogni in fretta consumati
Qualcun altro l'ha sognati
Ed è l'istinto che m'asseta
Li rapisce ad ogni persuasione
Quando una nube che schiarisce
È una fervida emozione.
Liberaci dal male
Contempla un'ammissione
Al primo verbo d'inflazione
A quest'azzurro in ebollizione
Che finisce con l'appassire.
Aspetta una venerazione
Per una qualunque astrazione
Voce in lubrificazione
Urla spezzate nel morire.
Ed è l'istinto che mi uccide
Convinci un'altra stella
Vocifera un'ammissione
Al regno immenso dei cieli
Un canto dolce ed estivo
Restio a conati di algida
Fulgida sentenza divina
Per un grembo da purgare
Un bambino da allattare
Da nutrire di fragole e farina.
E se d'istinto si perisce
Piangi e impreca a religioni
Ruba nuove accelerazioni
E prenota un nuovo volo
Sarai tu da solo
Nessun altro ti biasimerà.
Spreca il senso assordante
Di un'astensione estenuante
Al sesso di spinta aspettato
Voluto ed ora indesiderato
Piantala con questo sognare!
Sai, è l'istinto che ti frega
Ti culla nelle tenere grinfie
E ti conduce in finti atolli
E bolli nell'azzurro
Se pianti fiori abbaglianti
Per ogni uomo che hai amato...
Senza mai amarti.
©
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