Fiori gialli
Enea Randt
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Oramai alta
questa mattina assonnata
rigetta clacson impazienti alle mie spalle
guido tra le ore
incurante ai contorni
della consueta strada
vorrei che non finisse
come un piacevole viaggio
attraverso praterie perse nel verde.
Punto il cuore a bussola
con l'ago impazzito
che indica il nord
di una montagna sbiadita,
scivolano incuranti di me
persone ai lati disordinati di questa strada
ma non ho fretta
ho il tempo tra le dita
lo tengo avvolto
imbragato nei sogni.
Fiori gialli in quelle mani povere
sporte verso di te
sono colti,
senza amore branditi.
Ansimano l'aria rarefatta
del grigiore agitato di rami lontani,
bramano denari agli avventori
agli uomini sconosciuti.
Sono fiori gialli
piccoli pallini dorati
ad illuminare l’inizio di marzo
in questa città affumicata da nuvole pesanti
fluttuanti al vento debole di pianura
così discreto a volte
quasi incupito di tanto vorticare.
Non ho pensieri
se non il tuo sguardo sicuro
rassicurante mi guida
lo desidero tra i miei occhi
come specchio d’acqua tersa
col viso sul vetro
incollato al freddo liscio
unico confine materiale
tra noi e loro
uniti
tra le mani
eterni.
©
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Enea Randt
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