Anabasi
Gli anni lasciano il segno
l'effervescenza delle stagioni
ritorna monotona.
Inconsciamente un riparo cerco
dallo smog e dal solleone e, inavvertito
capita un rifugio
inapparente, libera oasi incredibile
nell'inquinato vociare della città.
Ultima febbre da curare
nella sollecitudine
di mondi noti e riparati, raggiunti
solo da lampi di luci psichedeliche.
Nel sentiero abbandonato
trovo graffiti sul cuore
trafitto da una freccia con nome e data.
Provo ad incardinare l'uscio
narrando di personaggi incompiuti,
accostando sogni neoromantici,
per renderti una metafora
negli inconsumati desideri:
sulla roccia viva permane il dardo
tra i segni dell'ospitalità
impossibile a svanire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!