Il piacere
Molti furbi facoltosi e scaltri
credono di vincere la morte,
nel vano modular le onde corte
di canali d'ombra in falsi paradisi.
Sceicchi lascivi e lussuriosi,
assisi su valenze più d'un dio,
su letti di libido stabilmente
in case di lusso e lustre d'oro
scambiano la notte per il giorno
con bigami e trigami a contorno.
Nessun pudore le fanciulle a mucchi,
pari al piacere la vergogna,
ormai fan verità anche chimere
certi d'eternarsi col potere.
Disonore di stirpe e di lignaggio
coraggio che cela la paura,
disprezzo che un dì sarà terrore.
False non nutrir vaghe speranze,
non farti lusingar dal godimento
esige la vita un consuntivo
e non conosci il giorno né il momento.
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Commenti (1)
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carla composto21 marzo 2016
come dice il valente poeta in questa bella opera non bisogna pensare d'esser eterni anche i più facoltosi che si possono permettere tutto, anche per loro arriverà l'ora della dipartita ...e senza alcun preavviso ... bella ed apprezzata
