A Camilla
Come se fosse un cordone ombelicale
Un sogno strano e penetrante,
che ricostruisce la vita, le paure e le gioie di una sconosciuta
Incarnazione dei sentimenti, senza un volto, senza nome
Estenuante e doloroso monologo alla ricerca di una risposta
Lei sola col suo pianto si scontra con la mia mente e con il mio cuore
Due esseri distinti ma uniti in un'unica persona che la vita ha esiliato
Lei si scopre madre nel seguire con la mente
ogni minuscolo cambiamento del proprio ventre
Piango fino all’alba, aiutami con un cenno a capire
Come faccio a sapere che non sarebbe giusto buttarti via?
Ora che la vita è vita, a quale scopo soffrire?
Sogno allucinato di una verità mai univoca, insinuante dubbio
Rea confessa del peccato di anticonformismo
Mentre la propria coscienza viene processata
dietro le sbarre di una gabbia-amor proprio
Io soffro il tragico monologo di una donna
E’ una donna del nostro tempo, sola, moderna e anticonformista
Ora che galleggi nel buio del liquido amniotico
Ora che ti turba l’orizzonte del nascere o non nascere
Spero che tu possa ascoltarla, la vita
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Commenti (2)
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Francesco Luca13 settembre 2007
intensa, delicata, poetica, vibra nell'immenso dell'anima
Marco Canonico Baca817513 settembre 2007
Bella... a tratti lapoesia quasi si perde in prosa, ma è ravvivata dalla dolcezza che traspare dai tuoi versi.

