Ed io invece
Scribacchina di sogni....consapevole che "tempus edax rerum".... Partenope mi fece ....Lupiae mi tenne
Commenti (7)
vivere un amore annullandosi completamente in questo sentimento senza mezze misure, respirando ogni attimo ogni istante, forte ammirazione per questa lirica pregna d'amore grande che va oltre... il mio elogio
Quando un amore è stato così forte, sentito, profondo, ricco di slanci e di passione, non si può invidiare chi non ha mai vissuto simili momenti! Un solo motivo sorreggerebbe l'affermazione "forse invidio"(notare quel "forse"): non prova dispiaceri chi non prova un amore così intenso! Ed è proprio da quella frase ("forse invidio") che scaturisce a seguire il racconto di bellissime atmosfere vissute, momenti indelebili di un amore non più condiviso. Ed emerge, alla fine, la giusta conclusione che non si può invidiare chi non ha mai cercato gerani nei vecchi balconi di piccoli vicoli o non ha mai pregato per il suo amore di fronte a candele gocciolanti di una chiesa. Sta proprio nella seconda parte di questa lirica la sua grandezza! Complimenti!
Un amore importante ed intenso da essere totalizzante che ha lasciato un cuore colmo di sentimenti ...la splendida chiusa esprime un certo risentimento e una sensazione di chiusura. Una pregevole poetica di notevole espansione lirica ...molto apprezzato il profondo scavo psicologico dalle venature malinconiche.
Toccare la profondità dell'amore per poi perderlo, rinchiudendo la propria anima in un inverno che non ha fine. La poetessa ci descrive tutto questo... i suoi versi colpiscono e ci fanno sentire la malinconia dell'essere soli.
E' terribile quando non ci si sente "letti"...non ci sente "respirati" ma solo vissuti superficialmente... non per forza condivisi, ma comunque sinceramente considerati per quello che si è. Tutto questo "sporca il sorriso" ed annebbia lo sguardo perdendo il vero senso dello stare insieme... smarrendo quel calore che colora, quella forza che lega e va oltre la semplice convivenza. E quando il vento non soffia più...si perde la voglia di stupirsi ancora... si ammainano quelle vele che parlano di noi lasciando alla bonaccia della quotidianità di ingrigirci ogni giorno un po' di più. Sono versi di denuncia e ribellione di un'anima che vive e conosce il proprio saper dare... un profumo che brucia sull'altare del profondo sentire.
Non riuscivo a commentare alla prima lettura perché sembravano parole mie, ero rapita e inghiottita da questi versi, da qui vicoli in cui si affacciano gerani che ci fanno invidiare chi non ha bisogno di vederli con l'altro. Quanta potenza, dolcezza e dolore in questa immensa prova.
La solitudine infastidisce e rammarica... Belle immagini... baci







