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Introspezione 14 settembre 2007 · lettura 1 min · 3717 letture

Sognando di morire ancora

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Oliviero Angelo Fuina 233 poesie pubblicate
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- Fa male questa anestesia – ridatemi ancora il dolore quando svelte gocce di fuoco bruciavano le acerbe vene quando fra due labbra salate mi dissetavo cicatrici e adesso che muoio placato nell’eternità dei secondi e l’assenza ripara il vento che spettinava le emozioni - Troppo regolare il respiro per attese dimenticate – si spegne lo sguardo nel grigio fra deserti d'eterea nebbia cercando invano la scintilla d’altro profilo che recide. E vivo di un sonno di morte coperto da giorni-sudario sognando di morire ancora per occhi che tengono in vita.
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Oliviero Angelo Fuina
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Commenti (9)

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Elisabetta Randazzo14 settembre 2007

Un testo da cui traspare molta malinconia, la voglia di evadere da una vita senza stimoli che fa sentire impotenti e senza emozioni. Mi ha toccato molto

Filippo Salvatore Ganci14 settembre 2007

Testo molto profondo che va riletto più volte, lessico e struttura danno scorrevolezza al testo dai versi poetici che a poco a poco penetrano nell'animo del lettore lasciando traccia indelebile!

Paolo Ursaia14 settembre 2007

... mamma mia... per uno che fa la mia professione, i tuoi versi hanno un sapore particolare... letta e riletta.

Apache14 settembre 2007

travolgente il desiderio d'amore da panico l'anestesia... del cuore.

Simona Scudeller14 settembre 2007

Non ci sono commenti che tengano per un componimento così unico. Delizia per la mente. Ricercato, elegante, di gran valore. Sospirato grido di ribellione all'apatia. Posso solo aggiungere le mie lodi alle altre.

Leaf14 settembre 2007

il malessere della mancanza di emozioni intense, l'appiattimento, il vuoto nella mente e nel cuore.No, niente anestesia per l'anima: meglio stillare sangue che silenzio!

Rasimaco14 settembre 2007

molto bella e profonda... va letta e riletta per poterne gustare le sfumature più nascoste...

M
Maria Francesca14 settembre 2007

Una poesia da rilegge per entrare negli anfratti profondi della poesia

Zima5 ottobre 2007

un susseguirsi di versi trasudanti dolore... dolore paradossale perché dovuto alla sua stessa mancanza... il poeta si sente anestetizzato, come caduto in un oblio che non gli fa sentire le emozioni... mi colpisce al cuore, questa lirica, per tutte le volte che io stessa, come tutti noi, mi sono sentita esattamente nello stesso stato, immobilizzata e senza via di fuga... bellissima!